Yeni Camii, Eminönü, Afternoon
Che luoghi intensi e odorosi sono le moschee di Istanbul! Brulicanti di anime che nella sera si affrettano a concedersi un dolce attimo di sacro. Non quelle vecchie e polverose chiese d’europa, musei di un tempo ormai preistorico, fuori dal destino. Al richiamo del muezzin, che reiterandosi da minareto a minareto avvolge l’intera città, le moschee si empiono con orde di bottegai, impiegati, pescatori, meccanici, commercianti dei vicini bazar, pensionati, giovani, vecchi, barbuti, zoppi, impomatati. La liturgia non è solo manierismo ma vita e la folla della moschea vive lo spazio sacro con passione, dedizione. Ci si toglie le scarpe per stendersi per terra, sdraiarsi, strusciarsi nei tappeti, rotolare, appropriandosi di uno spazio che ci appartiene e non è luogo estraneo ma parte della vita. La preghiera che finisce, i fedeli che scambiano qualche battuta con l’imam sulla partita di ieri sera. La via verso casa.