L’Istituto Bruno Leoni propone in un suo documento recente la riorganizzazione della distribuzione del farmaco imperniata su tre canali distributivi.
a) Farmacie ricomprese nella pianta organica. Resterebbero le uniche farmacie autorizzate a commercializzare farmaci a carico, anche parzialmente, del Servizio sanitario nazionale. Potrebbero vendere prodotti di altro genere (profumeria, parafarmaco, eccetera) a discrezione dei gestori.
b) Para-farmacie extra pianta organica. Potrebbero vendere tutti i farmaci a totale carico dell’acquirente, quindi sia i farmaci senza necessità di prescrizione medica sia i preparati ricompresi nella cosiddetta fascia C. In questi esercizi dovrebbe esservi la costante presenza di almeno un farmacista abilitato all’esercizio della professione, ma la titolarità può essere di qualunque persona, fisica o giuridica.
c) Tutti gli esercizi commerciali senza presenza di farmacista potrebbero invece vendere i farmaci senza obbligo di prescrizione. Questi esercizi potrebbero liberamente vendere tali medicinali, limitandosi a separarli fisicamente rispetto a prodotti di diverso tipo commercializzati nel medesimo locale. Con questa “tripartizione”, la distribuzione del farmaco potrebbe assumere un assetto nuovo: pluralistico e aperto alla sperimentazione, e per questo potenzialmente assieme più efficiente e vicino ai consumatori.
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