Passeggiando per le strade di Istanbul ci si imbatte spesso nei venditori ambulanti che offrono qualsiasi cibo di strada si possa immaginare. La mattina è un piacere prendersi una sosta nella via verso il lavoro e addentare uno Simit, un anello di pane croccante. Nel pomeriggio un buon spuntino può essere una pannocchia di mais che si può avere bollita o grigliata con un leggero sovrapprezzo. Il Balik Ekmek, panino col pesce è una specialità in cui possiamo imbatterci camminando lungo il Bosforo. Sconsigliato è il Pis pilav, letteralmente riso sporco, focolare di batteri, ma sempre apprezzato dagli indigeni. Non mancano Cig Kofte (polpette di carne cruda), Kokorec (interiora di agnello cucinate con erbe e spezie) e cetrioli pelati.
Le Midye dolma, cozze ripiene, che questo ragazzo sta vendendo sl ponte di Galata riescono a scatenare la famosa vendetta del sultano (diarrea) nove volte su dieci e mi ricordano i racconti di mio nonno, che nell’Italia degli anni trenta, dopo aver giocato con i compagni di scuola a fracassarsi il cranio con le spade di legno, andava a rifocillarsi con le cozze crude vendute dagli ambulanti nella Piombino di ottanta anni fa.