Sei mesi a Istanbul raccontati ogni giorno con un fotografia.
Mussels seller
Passeggiando per le strade di Istanbul ci si imbatte spesso nei venditori ambulanti che offrono qualsiasi cibo di strada si possa immaginare. La mattina è un piacere prendersi una sosta nella via verso il lavoro e addentare uno Simit, un anello di pane croccante. Nel pomeriggio un buon spuntino può essere una pannocchia di mais che si può avere bollita o grigliata con un leggero sovrapprezzo. Il Balik Ekmek, panino col pesce è una specialità in cui possiamo imbatterci camminando lungo il Bosforo.  Sconsigliato è il Pis pilav, letteralmente riso sporco, focolare di batteri, ma sempre apprezzato dagli indigeni. Non mancano Cig Kofte (polpette di carne cruda), Kokorec (interiora di agnello cucinate con erbe e spezie) e cetrioli pelati.  Le Midye dolma, cozze ripiene, che questo ragazzo sta vendendo sl ponte di Galata riescono a scatenare la famosa vendetta del sultano (diarrea) nove volte su dieci e mi ricordano i racconti di mio nonno, che nell’Italia degli anni trenta, dopo aver giocato con i compagni di scuola a fracassarsi il cranio con le spade di legno, andava a rifocillarsi con le cozze crude  vendute dagli ambulanti nella Piombino di ottanta anni fa.

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Passeggiando per le strade di Istanbul ci si imbatte spesso nei venditori ambulanti che offrono qualsiasi cibo di strada si possa immaginare. La mattina è un piacere prendersi una sosta nella via verso il lavoro e addentare uno Simit, un anello di pane croccante. Nel pomeriggio un buon spuntino può essere una pannocchia di mais che si può avere bollita o grigliata con un leggero sovrapprezzo. Il Balik Ekmek, panino col pesce è una specialità in cui possiamo imbatterci camminando lungo il Bosforo. Sconsigliato è il Pis pilav, letteralmente riso sporco, focolare di batteri, ma sempre apprezzato dagli indigeni. Non mancano Cig Kofte (polpette di carne cruda), Kokorec (interiora di agnello cucinate con erbe e spezie) e cetrioli pelati.
Le Midye dolma, cozze ripiene, che questo ragazzo sta vendendo sl ponte di Galata riescono a scatenare la famosa vendetta del sultano (diarrea) nove volte su dieci e mi ricordano i racconti di mio nonno, che nell’Italia degli anni trenta, dopo aver giocato con i compagni di scuola a fracassarsi il cranio con le spade di legno, andava a rifocillarsi con le cozze crude vendute dagli ambulanti nella Piombino di ottanta anni fa.

Posted on October 1st, 2011
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