Sei mesi a Istanbul raccontati ogni giorno con un fotografia.
Atatürk Köprüsü, afternoon
Come sapete c’è stato il terremoto a Van e centinaia di persone sono morte. Visto che questo straordinario paese mi ospita e mi coccola il minimo che posso fare per i miei amati turchi è segnalavi questo sito dove si possono fare le donazioni per i terremotati.
http://www.kizilay.org.tr/english/index.php
As you know there was a earthquake in Van and hundreds of people died. Since this amazing country houses and cuddles me the least i can do for my beloved turkish is inform you about this website where you can make donations.
http://www.kizilay.org.tr/english/index.php

Atatürk Köprüsü, afternoon

Come sapete c’è stato il terremoto a Van e centinaia di persone sono morte. Visto che questo straordinario paese mi ospita e mi coccola il minimo che posso fare per i miei amati turchi è segnalavi questo sito dove si possono fare le donazioni per i terremotati.

http://www.kizilay.org.tr/english/index.php

As you know there was a earthquake in Van and hundreds of people died. Since this amazing country houses and cuddles me the least i can do for my beloved turkish is inform you about this website where you can make donations.

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Yeni Camii, Eminönü, Afternoon
Che luoghi intensi e odorosi sono le moschee di Istanbul! Brulicanti di anime che nella sera si affrettano a concedersi un dolce attimo di sacro. Non quelle vecchie e polverose chiese d’europa, musei di un tempo ormai preistorico, fuori dal destino. Al richiamo del muezzin, che reiterandosi da minareto a minareto avvolge l’intera città, le moschee si empiono con orde di bottegai, impiegati, pescatori, meccanici, commercianti dei vicini bazar, pensionati, giovani, vecchi, barbuti, zoppi, impomatati. La liturgia non è solo manierismo ma vita e la folla della moschea vive lo spazio sacro con passione, dedizione. Ci si toglie le scarpe per stendersi per terra, sdraiarsi, strusciarsi nei tappeti, rotolare, appropriandosi di uno spazio che ci appartiene e non è luogo estraneo ma parte della vita. La preghiera che finisce, i fedeli che scambiano qualche battuta con l’imam sulla partita di ieri sera. La via verso casa.

Yeni Camii, Eminönü, Afternoon

Che luoghi intensi e odorosi sono le moschee di Istanbul! Brulicanti di anime che nella sera si affrettano a concedersi un dolce attimo di sacro. Non quelle vecchie e polverose chiese d’europa, musei di un tempo ormai preistorico, fuori dal destino. Al richiamo del muezzin, che reiterandosi da minareto a minareto avvolge l’intera città, le moschee si empiono con orde di bottegai, impiegati, pescatori, meccanici, commercianti dei vicini bazar, pensionati, giovani, vecchi, barbuti, zoppi, impomatati. La liturgia non è solo manierismo ma vita e la folla della moschea vive lo spazio sacro con passione, dedizione. Ci si toglie le scarpe per stendersi per terra, sdraiarsi, strusciarsi nei tappeti, rotolare, appropriandosi di uno spazio che ci appartiene e non è luogo estraneo ma parte della vita. La preghiera che finisce, i fedeli che scambiano qualche battuta con l’imam sulla partita di ieri sera. La via verso casa.